Piero Ruggeri

Opere disponibili

Piero Ruggeri frequenta a Torino l’Accademia Albertina di Belle Arti dove si diploma nel 1956. Nello stesso anno partecipa, invitato insieme a Saroni e a Soffiantino, alla XXVIII Biennale di Venezia . Nel 1960 la Galleria Odyssia di Roma organizza la sua prima mostra personale e, nello stesso anno, viene invitato con una versione del Martirio di San Matteo, al Premio Guggenheim di New York diventando con Afro Basaldella il più giovane artista italiano a ricevere tale attestato internazionale.

Partecipa alla XXXI Biennale di Venezia del 1962 con una sala personale, nella quale espone 14 opere, tra le quali i cosidetti Lavati, opere nelle quali prevale la componente segnica su fondi leggeri, quasi rarefatti, in contrapposizione ai lavori più materici dei primi anni. Dopo questa data la biografia dell’artista s’ispessisce ricevendo il tributo della critica italiana più accreditata (da Renato Barilli a Paolo Fossati) e nel contempo vantando alcuni tra i più prestigiosi premi internazionali. Viene invitato alle Biennali di San Paolo del Brasile nel 1961 e 1963. La prima fase del suo lavoro è segnata profondamente dalla cultura umanistica esistenziale degli Anni ‘50 ed è influenzata all’inizio da artisti come Spazzapan, Moreni, Fautrier, De Stael, De Kooning, Kline, Guston e Bacon, ma la dimensione informale della sua pittura si caratterizza ben presto in termini molto personali. Ruggeri si afferma definitivamente con uno straordinario ciclo di dipinti databili tra il 1957 e il 1964 (nature morte e soprattutto figure in interni o nel paesaggio) che hanno ben poco di figurativo, dove da bui fondali di nera materia pulsante emergono lampi di luce bianca e drammatiche tracce rosse.

Tra il 1971 e il 1980 presenta, in una serie di esposizioni personali, le opere appartenenti al cosiddetto ciclo dei Roveti e nel 1978 è invitato da Luigi Carluccio alla Biennale di Venezia.

Prosegue con grande coerenza la sua ricerca nell’ambito dell’Espressionismo Astratto, con una pittura gestuale, materica e di grande impatto cromatico, ritornando continuamente ai temi prediletti: figure nel paesaggio e suggestioni naturalistiche interpretate in chiave personalissima.

Presenta le opere del ciclo Le Tate nel bosco nel 1983 alla Bottega d’Arte di Acqui Terme ed alla Galleria Documenta di Torino.

Nel 1983 viene invitato da Renato Barilli all’ importante rassegna L’Informale in Italia alla Galleria d’Arte Moderna di Bologna.

Dalla metà degli anni ’80 la sua ricerca si indirizza sempre più verso la monocromia (prevalentemente neri, bianchi, e rossi), dove la materica pasta pittorica è ripetutamente sfregiata e spatolata, rivelando ritmi, luminosità e percorsi grafici di grande suggestione.

Partecipa a numerose esposizioni nazionali e internazionali, tra le quali:

1984 – Galleria Civica d’Arte Moderna, Ferrara, mostra antologica

1985 – Villa Reale, Monza, mostra antologica

1986 – Circolo degli Artisti, Torino, mostra antologica

1989 – Galleria Martano, Torino, mostra antologica

1993 – Galleria Comunale d’Arte, Cesena, mostra antologica Casa del Mantegna, Mantova, mostra antologica

1998 – Palazzo Bricherasio, Torino, mostra antologica

2000 – Palazzo Sarcinelli, Conegliano (TV), mostra antologica

2001 – Casa dei Carraresi, Conegliano (TV), mostra antologica

2002 – Galleria d’Arte Biasutti, Torino, mostra personale

2004 – Galleria d’Arte Trentasette, Palermo, mostra personale

2006 – Piccolo Miglio in Castello, Brescia, mostra antologica

2008 – Piero Ruggeri. Materie pulsanti, Galleria d’Arte 2000& NOVECENTO, Reggio Emilia

2008 – Palazzo Magnani, Reggio Emilia, mostra antologica

 

Vince moltissimi premi nazionali e internazionali. Ricordiamo il Morgan’s Paint, il Marzotto, il Solomon Guggenheim a New York, il Fiorino ed il Lissone.

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