Nino Migliori

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Nino Migliori
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da "Herbarium", 1974, C-print cm. 20x24,5 - Opera Vintage © Nino Migliori

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da "Herbarium", dittico, 1974, c-print, cm. 24,5x19,5 cadauna - Opera Vintage © Nino Migliori

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Orantes fusioni in bronzo, misure ambiente, unicum

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Nino (Antonio) Migliori nasce a Bologna nel 1926 ed è uno tra i più autorevoli e multiformi ricercatori italiani nel campo della fotografia svolgendo uno dei percorsi più diramati ed interessanti della cultura d'immagine europea. 

Comincia a fotografare nel 1948 e gli inizi appaiono divisi tra fotografia neorealista - con una particolare idea di racconto in sequenza - e una sperimentazione sui materiali del tutto originale ed inedita. Da una parte, quindi, in pochissimi anni, nasce un corpus segnato dalla cifra stilistica dominante dell'epoca, il neorealismo: una visione della realtà fondata sul primato del "popolare", con le sue subordinate di regionalismo e di umanitarismo. Sull'altro versante Migliori produce fotografie off-camera, opere che non hanno confronti nel panorama della fotografia mondiale, sono comprensibili solo se lette all'interno del versante più avanzato dell'informale europeo con esiti spesso in anticipo sui più conosciuti episodi pittorici. 
Da fine anni quaranta la sua sperimentazione declinata in Ossidazioni, Pirogrammi, Cellogrammi, Lucigrammi e Idrogrammi – tecniche inventate dall’autore – ma anche Fotogrammi e Clichè-verre, mutuati dalla storia dell’arte, s’identifica con una ben precisa posizione critica nei confronti dell’estetica idealista.

 

Nel 1968 torna sulla scena della cultura fotografica italiana ed internazionale con il progetto Antimemoria. La continuità tra espressività del gesto ed azione performativa costituiranno da quel momento una costante del suo lavoro. Dalla fine degli anni Sessanta il suo lavoro assume valenze concettuali ed é questa la direzione che negli anni successivi tende a prevalere.
Sperimentatore, sensibile esploratore e alternativo lettore, le sue produzioni visive sono sempre state caratterizzate da una grande capacità visionaria che ha saputo infondere in un’opera originale ed inedita. Nuovi scenari e seduzioni si dispongono nell’opera in cui il progetto diviene composizione, territorio di esplorazione e punto di riflessione critica. 

 

Nel 1970 nell’ambito delle manifestazioni di Venezia ’79 la Fotografia tiene il workshop “Esperimenti senza macchina fotografica”. Da questo momento la sperimentazione off-camera assume una connotazione peculiare che sviluppa con continuità nei laboratori di alfabetizzazione fotografica da lui ideati.  

Alla trasformazione della materia sottoposta al trascorrere del tempo è legato il ciclo Herbarium (1974) anche se la centralità del rapporto con la natura caratterizza il suo lungo percorso creativo. 

Tra le tante ricerche avviate negli anni Ottanta si segnala l’innovativa indagine sulla polaroid, nelle Trasfigurazioni del 1998 rielabora in digitale immagini residuali ricavate dalle manipolazioni delle istantanee.

Nel 2000 gli viene conferito il Premio Guglielmo Marconi per la fotografia. 

Nell’ultimo decennio realizza lavori di grande inventiva come la serie Lumen “a lume di candela” iniziata nel 2006 con Terra incognita. Lo zooforo del Battistero di Parma e che prosegue tutt’oggi.  

Nel 2017 è eletto accademico d’onore all’Accademia Clementina, gli viene conferito il Premio Hemingway per la fotografia ed il Premio Alinovi Daolio. 

Nel 2018 la Maison Européenne de la Photographie gli dedica un’importante personale ed il Comune di Bologna gli conferisce il Nettuno d’oro, massima onorificenza attribuita ai propri cittadini. 

Nino Migliori è l'autore che meglio rappresenta la straordinaria avventura della fotografia che, da strumento documentario, assume valori e contenuti legati all'arte, alla sperimentazione e al gioco. Oggi si considera Migliori come un vero architetto della visione. Ogni suo lavoro è frutto di un progetto preciso sul potere dell’immagine, tema che ha caratterizzato tutta la sua produzione. 

Sue opere sono conservate in importanti collezioni pubbliche e private fra le quali Mambo – Bologna; Galleria d'Arte Moderna e Contemporanea - Torino; CSAC - Parma; Museo d'Arte Contemporanea Pecci - Prato; Galleria d'Arte Moderna - Roma; Calcografia Nazionale - Roma; MNAC - Barcellona; Museum of Modern Art - New York; Museum of Fine Arts - Houston; Bibliothèque Nationale - Parigi; Museum of Fine Arts  - Boston; Musée Reattu - Arles; SFMOMA – San Francisco e molti altri.

Vive e lavora a Bologna.